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Dormire in un tempio buddhista sul Koyasan

In questo momento risulta difficile pensare a un prossimo viaggio, considerando l’emergenza che si sta vivendo, e l’impossibilità di viaggiare. Ma se avete voglia di sognare e tirarvi un po’ su di morale, leggete questa mia esperienza!

Parlando di posti insoliti e unici in cui dormire, voglio raccontarvi della mia esperienza in un tempio buddhista giapponese.

A novembre 2019 ho avuto la fortuna di visitare il Giappone, e in tale occasione abbiamo anche trascorso due notti presso il Koyasan, un monte a sud di Osaka, nella Penisola di Kii, nella prefettura di Wakayama. Il monte Koya ospita un complesso monastico famoso in tutto il Giappone, la cui atmosfera mistica è dovuta anche al famoso cimitero Okunoin.
Arrivati ci siamo sistemati presso il tempio Ekoin, dove abbiamo dormito su futon tradizionali in stanze tipiche giapponesi e mangiato tipici piatti vegetariani preparati dai monaci. Una particolarità affascinante della nostra camera: la mattina appena svegli si poteva vedere il giardino zen direttamente dalla veranda, seduti a sorseggiare un buon tè.

In questo tempio i bagni erano in comune, come anche la sala dei pasti, ma di una pulizia incredibile: in occidente probabilmente equiparabile ad una camera d’hotel a cinque stelle, forse. Inoltre, presso il tempio vi era la possibilità anche di seguire delle lezioni di meditazione assieme ai monaci.

Nei due giorni presso questo monte abbiamo visitata il cimitero, famoso per essere il più sacro e più grande del Giappone: si estende per 2 km all’interno di una foresta secolare e le tombe tipiche giapponesi sono ricoperte di muschio ed offerte ai defunti. Inoltre, è luogo di pellegrinaggio in quanto custodisce la tomba di Kobo Daishi, nonché il fondatore del Buddhismo Shingon (molto venerato in Giappone).
Anche per chi non ama i cimiteri: andateci, non perdetevelo! I cimiteri giapponesi non danno assolutamente la stessa sensazione che trasmettono i nostri: sono molto in armonia con la natura e tutti i defunti vengono cremati (cosa che apprezzo molto in quanto non sono un’amante della nostra tipica sepoltura del corpo), pertanto le tombe consistono soprattutto in monumenti familiari ricoperti di offerte e incensi.

In Giappone la cremazione è considerata un metodo di purificazione dell’anima, attraverso l’utilizzo del fuoco. Infatti, il fuoco assume grande significato in questo paese, tanto da avere altre cerimonie comprendenti questo elemento naturale: la mattina del nostro secondo giorno presso il tempio Ekoin abbiamo potuto assistere al rituale del fuoco Goma. Ci siamo svegliati presto e alle sei di mattina si sono tenute le preghiere mattutine dei monaci, seguite dal rituale; durante questo procedimento, detto in modo semplicistico, un monaco bruciava nel fuoco dei legnetti, sui quali erano stati scritti i desideri delle persone partecipanti al rituale. Molto suggestivo ed emozionante.

Infine, su questo monte abbiamo visitato il complesso monastico del Danjo Garan composto da venti templi e edifici vari. Fu edificato proprio da Kobo Daishi questo luogo mistico e colorato, il quale in autunno risulta ancora più suggestivo grazie al foliage giapponese.
Un’esperienza unica e da provare almeno una volta nella vita!

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